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27/03/2019, 15:50

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Arti-marziali:-quando-rispetto-e-conoscenza-del-proprio-corpo-si-fondono-in-una-sola-disciplina
Arti-marziali:-quando-rispetto-e-conoscenza-del-proprio-corpo-si-fondono-in-una-sola-disciplina


 Con Angelo Francocci, insegnante di Judo e Coordinatore tecnico dello Shobukan Dojo e Valentina Di Marco, Responsabile educativa del Bionidofamiglia a casa di Vale, andremo a comprendere l’importanza delle arti marziali per lo sviluppo del bambino



Lo sport per i bambini è un modo per sfogarsi, evadere un po’ dalla routine della giornata suddivisa tra scuola e casa. Fare attività fisica è molto utile al bambino, soprattutto se oltre al movimento si vanno ad instaurare situazioni attraverso le quali il piccolo può iniziare ad accrescere la conoscenza di se stesso, il rispetto dell’altro e dell’ambiente circostante. 

Da qualche decennio, nel nostro paese, ci si sta avvicinando sempre più alle arti marziali, soprattutto i giovani. Tra le discipline più praticate in Italia troviamo: Judo, Jujutsu e Karate. Erroneamente, il più delle volte si pensa a queste discipline come mere tecniche di combattimento (attacco e difesa), non è così! Esse, oltre ad essere un ottimo allenamento fisico, sono soprattutto un percorso di accrescimento psichico e spirituale. 

Le arti marziali: perché dovrebbero essere praticate nelle scuole? 

Le arti marziali sono discipline che educano prima di tutto la mente e poi il corpo. Al contrario di ciò che si pensa non educano assolutamente alla violenza, ma bensì al rispetto. Negli ultimi anni, difatti, queste discipline giunte da oriente, sono state proposte anche nelle scuole come progetti educativi "antibullismo". Attraverso questi progetti, i bambini e gli adolescenti, apprendono, prima di tutto, come interfacciarsi con l’altro e quanto sia importante l’unione ed il rispetto. L’arte marziale, dunque, non insegna, come molti erroneamente pensano, "a fare a botte", ma al contrario, è una filosofia che incoraggia ed agevola l’autostima e scoraggia gli atti violenti. 

Judo: perchè intraprendere questo sport sin da piccolissimi? 

Comunemente si consiglia di far approcciare i più piccoli ad una disciplina sportiva, non prima di aver compiuto i 6 anni. Alcuni percorsi sportivi, ginnici e motori, però, possono, anzi dovrebbero, essere intrapresi a partire già dai 3 anni. Infatti, discipline come le arti marziali, la danza, o qualunque altro sport che implica movimenti stimolanti la coordinazione motoria, se praticati sin dal momento in cui il bambino raggiunge la posizione eretta, possono agevolare lo sviluppo psicomotorio. Ovviamente, detti percorsi dovranno essere strutturati in base alle capacità di coloro che approcceranno sin da giovanissimi a tali discipline. Dette attività, quindi, potrebbero essere proposte come laboratori all’interno delle scuole e non solo. Nei suoi primi 3 anni, il bambino inizia la conoscenza del sè e dell’altro. Si forma il carattere e si acquisiscono le informazioni utili per impostare la propria vita sociale. Attraverso un progetto educativo, che comprenda un percorso di sviluppo psicofisico supportato da una disciplina come il Judo, il bambino acquisisce le basi da cui partire per sviluppare una corretta sicurezza ed autostima. Fisicamente parlando, si andrà a lavorare ponendo le basi per una corretta crescita fisica: "tutto ciò che nuoce al corpo non è Judo". Questo sta a significare che il Judo non è uno sport che tende ad estremizzare i movimenti. Trasmette una filosofia di rispetto anche per quanto riguarda il proprio corpo, averne cura e rispetto. Il Judo, infatti, può essere una disciplina terapeutica all’interno delle scuole, ma, come accade presso il Bionidofamiglia, in collaborazione con lo Shobukan Dojo, anche delle strutture per l’infanzia.  

Quali sono i benefici psicologici che apporta il Judo? 

Il Judo è una disciplina orientale, una delle arti marziali, e che quindi affronta un percorso che prima di tutto parte dalla mente e non dai muscoli. Questo è il motivo per cui tale pratica sportiva è propedeutica per i bambini, anche i più piccoli. Da quando il piccolo raggiunge i 2/3 anni, infatti, inizia ad affacciarsi sul mondo come soggetto sociale. Egli ha già intrapreso il percorso conoscitivo del proprio corpo e inizia ad approcciarsi, incuriosito, alla scoperta dell’altro. Il Judo potrebbe diventare una base da cui partire per apprendere piccole regole utili ad accedere, in questo modo, al mondo esterno. Conoscere bene se stessi, il proprio corpo ed i propri limiti, rispecchiandosi soprattutto nell’altro, permette all’essere umano di apprendere il vero valore del rispetto e della condivisione. Questi punti sono fondamentali per la crescita sana della mente del bambino.



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