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23/05/2019, 17:37

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Kit-#zeroplastica:-il-nuovo-progetto-del-Bionidofamiglia-per-un-ambiente-più-pulito
Kit-#zeroplastica:-il-nuovo-progetto-del-Bionidofamiglia-per-un-ambiente-più-pulito


 Un bambino felice deve vivere in un ambiente in cui essere libero di muoversi, giocare, respirare e vivere... KIT #ZEROPLASTICA: il progetto del Bionidofamiglia per un pianeta più pulito, a portata di bambino!



Ogni giorno, il Bionidofamiglia si impegna a garantire ai nostri piccoli un’educazione ed una crescita serena e positiva; per migliorare il servizio che proponiamo, dobbiamo ricercare sempre nuove soluzioni. Uno degli argomenti che più ci colpisce riguarda l’ambiente e soprattutto l’eliminazione della plastica. 
Sin dall’inizio il personale del Bionidofamiglia ha abbracciato la filosofia del Biologico sotto molti aspetti della vita quotidiana del bambino e non solo. All’interno della struttura, difatti, vengono lavorati cibi, impiegati prodotti per l’igiene dell’ambiente e personale con certificazione biologica. A seguito di ricerche e riflessioni, si è deciso che questo non basta, bisogna fare di più cercando di coinvolgere anche le famiglie che si rivolgono a noi! 
Con il progetto #zeroplastica, dunque, si vuole appoggiare la causa ambientale per l’abbattimento dell’utilizzo di uno dei materiali più inquinanti, che sta invadendo e distruggendo il nostro pianeta.


PLASTICA E IMPATTO AMBIENTALE 


Negli ultimi mesi, grazie alla protesta alzata da una giovanissima attivista ambientale, Greta, si sono diffusi in modo più ampio e sicuro i dati relativi all’impatto ambientale della plastica e di quanto essa stia influendo
negativamente sulla salute del nostro pianeta. La plastica, infatti, è un materiale tra i più pericolosi, paragonabile ad un "veleno" che si sta insinuando sino alle viscere del nostro pianeta. 
Sfortunatamente la dilagante ignoranza relativa all’effetto dell’uso e della dispersione nell’ambiente di materiali inquinanti ha portato ad un avvelenamento delle acque e quindi di aria e cibo. Questo vuol dire che con il nostro continuo "sporcare l’ambiente", stiamo logorando il nostro organismo, distruggendo il futuro dei nostri figli.


PROGETTO #ZEROPLASTICA: DALLA PLASTICA AL VETRO


Il Bionidofamiglia ha deciso di appoggiare la causa contro l’utilizzo e, conseguente dispersione, della plastica eliminando tale materiale da ogni attività posta in essere all’interno della struttura e non solo! 

Per poter portare avanti tale iniziativa, le cose da fare sono molte, si tratta di modificare alcune abitudini per migliorare i nostri stili di vita e soprattutto garantire un futuro migliore ai nostri bambini. 
Le bottiglie in plastica sono, sostanzialmente, dei contenitori a ciclo vitale breve (definibili "usa e getta"), che una volta dispersi nell’ambiente vi resteranno per secoli. Per questo motivo, infatti, viene consigliato l’uso di bottiglie in vetro con l’ausilio di un depuratore per l’acqua.
Quindi per iniziare, si è deciso di eliminare le bottiglie di plastica: utilizzando un depuratore per l’acqua (che può essere installato tranquillamente in casa), abbiamo sostituito questi contenitori con le bottiglie in vetro, più igieniche e durature delle precedenti, come consigliato dagli esperti.


PROGETTO #ZEROPLASTICA: MATERIALI NATURALI


Il progetto #zeroplastica del Bionidofamigla non riguarda solamente l’utilizzo delle bottiglie in vetro al posto di quelle di plastica, ma va ben oltre.  

Le vie per poter contribuire alla causa ambientale sono differenti, innanzitutto occorre ricordare sempre di leggere i materiali e gli ingredienti (nel caso si tratti di alimenti) impiegati nella produzione e realizzazione di ciò che si sta acquistando. Questa abitudine aiuterà nella scelta dei prodotti, andando a preferire quelli più consoni e salutari e soprattutto biodegradabili. 
Il personale del Bionidofamiglia, anche nel caso del materiale igienico, ludico e didattico si pone con estrema cura ed attenzione verso una scelta ben ponderata. Presso la nostra struttura i bambini sono circondati da materiali naturali, come ad esempio legno e tessuti non trattati con prodotti chimici. 
Col tempo e soprattutto con la ricerca di informazioni sempre più attendibili, stiamo andando verso l’abolizione totale di giocattoli e materiali ludici e didattici in plastica. La scelta di intraprendere tale percorso è stata dettata soprattutto dal pensiero per la sicurezza del bambino. 

I prodotti in plastica con il tempo possono trasformarsi in oggetti pericolosi e nocivi, in modo particolare per i più piccoli che tendono a mettere tutto ciò che trovano in bocca. Molti giocattoli o oggetti in plastica, difatti, logorandosi possono rompersi o perdere gli accessori divenendo inutilizzabili. 
Per queste ragioni, al Bionidofamiglia si sta prediligendo il materiale in legno, come ad esempio tutto ciò che ci proviene dal metodo montessoriano. Ma non solo, per rendere i bambini attivi in questo percorso, avvicinandoli e
sensibilizzandoli verso il benessere ambientale, sono state poste in essere attività che prevedevano la ricerca e l’impiego di materiali provenienti dalla natura stessa (foglie, legnetti, terra, sabbia ecc...). 

Inoltre, si utilizzano solo pupazzi in stoffa, come le bambole di pezza, che possono trasformarsi in un vero e proprio laboratorio per la loro realizzazione! 


PROGETTO #ZEROPLASTICA: PRODOTTI NATURALI PER L’IGIENE


L’igiene è uno dei fattori che riguardano l’effettivo percorso educativo e cura del bambino. In una struttura dedicata all’infanzia, questo aspetto è di fondamentale importanza: la pulizia della persona e degli ambienti diviene un’attività di cadenza quotidiana. 
Data tale importanza, per l’igiene degli ambienti vengono utilizzati esclusivamente prodotti certificati come biologici. Inoltre, sempre per il discorso dell’abbattimento dell’utilizzo della plastica, vengono utilizzati saponi in ricarica, in questo modo vengono tolti tanti dei contenitori "usa e getta" che si trovano in commercio.
Per quanto riguarda l’igiene della persona, ovviamente, l’attenzione non è minore, anzi, si cerca sempre di consigliare alle famiglie l’impiego di pannolini biodegradabili, piuttosto che lavabili: si tratta di piccole accortezze che possono fare la differenza. 
Così come tutto il materiale per l’igiene impiegato durante il cambio del pannolino, come ad esempio gli asciugamani, prediligendo quelli in cotone non trattato o il fasciatoio stesso interamente realizzato in legno. 


PROGETTO #ZEROPLASTICA: IL KIT PER I BAMBINI


Il Bionidofamiglia, come elencato sin’ora, si sta impegnando per eliminare interamente la plastica, cercando di coinvolgere le famiglie dei nostri piccoli bimbi. Tale progetto nasce dall’idea di poter fare dei piccoli gesti verso un futuro più roseo per i bambini di oggi. 
Noi, come educatrici, abbiamo il compito di aiutare i bambini ad affrontare un percorso verso la maturità personale e sociale. "Educazione" è un concetto che comprende anche l’argomento "rispetto", verso se stessi, l’altro e verso l’ambiente. Per tale motivo dobbiamo sensibilizzare i bambini della struttura e le loro famiglie. Infatti, il Bionidofamiglia ha deciso di coinvolgere tutti, fornendo ad ogni piccolo "utente" un "Kit #zeroplastica". Si tratta di una sacca, interamente di cotone, contenente una borraccia in alluminio per bere quando sono all’interno del nido o in giardino ed asciugamani per le mani (per grandi e piccoli) e asciugamani grandi per il cambio del pannolino (solo per i piccoli) anch’essi in cotone non trattato.
La scelta di realizzare tale kit è stata dettata proprio dal voler abbattere interamente la plastica, trasmettendo al bambino il valore dell’ambiente ed i mezzi per poterlo salvaguardare. Inoltre, ogni bambino dovrà prendersi cura del proprio kit, acquisendo così il rispetto anche verso se stessi ed una propria autonomia. 


27/03/2019, 15:50

Judo, Arti Marziali, crescere, educare, educazione, sviluppo, sviluppo psicomotorio, genitori, essere genitori, sport, curiosit,, informazione,



Arti-marziali:-quando-rispetto-e-conoscenza-del-proprio-corpo-si-fondono-in-una-sola-disciplina
Arti-marziali:-quando-rispetto-e-conoscenza-del-proprio-corpo-si-fondono-in-una-sola-disciplina


 Con Angelo Francocci, insegnante di Judo e Coordinatore tecnico dello Shobukan Dojo e Valentina Di Marco, Responsabile educativa del Bionidofamiglia a casa di Vale, andremo a comprendere l’importanza delle arti marziali per lo sviluppo del bambino



Lo sport per i bambini è un modo per sfogarsi, evadere un po’ dalla routine della giornata suddivisa tra scuola e casa. Fare attività fisica è molto utile al bambino, soprattutto se oltre al movimento si vanno ad instaurare situazioni attraverso le quali il piccolo può iniziare ad accrescere la conoscenza di se stesso, il rispetto dell’altro e dell’ambiente circostante. 

Da qualche decennio, nel nostro paese, ci si sta avvicinando sempre più alle arti marziali, soprattutto i giovani. Tra le discipline più praticate in Italia troviamo: Judo, Jujutsu e Karate. Erroneamente, il più delle volte si pensa a queste discipline come mere tecniche di combattimento (attacco e difesa), non è così! Esse, oltre ad essere un ottimo allenamento fisico, sono soprattutto un percorso di accrescimento psichico e spirituale. 

Le arti marziali: perché dovrebbero essere praticate nelle scuole? 

Le arti marziali sono discipline che educano prima di tutto la mente e poi il corpo. Al contrario di ciò che si pensa non educano assolutamente alla violenza, ma bensì al rispetto. Negli ultimi anni, difatti, queste discipline giunte da oriente, sono state proposte anche nelle scuole come progetti educativi "antibullismo". Attraverso questi progetti, i bambini e gli adolescenti, apprendono, prima di tutto, come interfacciarsi con l’altro e quanto sia importante l’unione ed il rispetto. L’arte marziale, dunque, non insegna, come molti erroneamente pensano, "a fare a botte", ma al contrario, è una filosofia che incoraggia ed agevola l’autostima e scoraggia gli atti violenti. 

Judo: perchè intraprendere questo sport sin da piccolissimi? 

Comunemente si consiglia di far approcciare i più piccoli ad una disciplina sportiva, non prima di aver compiuto i 6 anni. Alcuni percorsi sportivi, ginnici e motori, però, possono, anzi dovrebbero, essere intrapresi a partire già dai 3 anni. Infatti, discipline come le arti marziali, la danza, o qualunque altro sport che implica movimenti stimolanti la coordinazione motoria, se praticati sin dal momento in cui il bambino raggiunge la posizione eretta, possono agevolare lo sviluppo psicomotorio. Ovviamente, detti percorsi dovranno essere strutturati in base alle capacità di coloro che approcceranno sin da giovanissimi a tali discipline. Dette attività, quindi, potrebbero essere proposte come laboratori all’interno delle scuole e non solo. Nei suoi primi 3 anni, il bambino inizia la conoscenza del sè e dell’altro. Si forma il carattere e si acquisiscono le informazioni utili per impostare la propria vita sociale. Attraverso un progetto educativo, che comprenda un percorso di sviluppo psicofisico supportato da una disciplina come il Judo, il bambino acquisisce le basi da cui partire per sviluppare una corretta sicurezza ed autostima. Fisicamente parlando, si andrà a lavorare ponendo le basi per una corretta crescita fisica: "tutto ciò che nuoce al corpo non è Judo". Questo sta a significare che il Judo non è uno sport che tende ad estremizzare i movimenti. Trasmette una filosofia di rispetto anche per quanto riguarda il proprio corpo, averne cura e rispetto. Il Judo, infatti, può essere una disciplina terapeutica all’interno delle scuole, ma, come accade presso il Bionidofamiglia, in collaborazione con lo Shobukan Dojo, anche delle strutture per l’infanzia.  

Quali sono i benefici psicologici che apporta il Judo? 

Il Judo è una disciplina orientale, una delle arti marziali, e che quindi affronta un percorso che prima di tutto parte dalla mente e non dai muscoli. Questo è il motivo per cui tale pratica sportiva è propedeutica per i bambini, anche i più piccoli. Da quando il piccolo raggiunge i 2/3 anni, infatti, inizia ad affacciarsi sul mondo come soggetto sociale. Egli ha già intrapreso il percorso conoscitivo del proprio corpo e inizia ad approcciarsi, incuriosito, alla scoperta dell’altro. Il Judo potrebbe diventare una base da cui partire per apprendere piccole regole utili ad accedere, in questo modo, al mondo esterno. Conoscere bene se stessi, il proprio corpo ed i propri limiti, rispecchiandosi soprattutto nell’altro, permette all’essere umano di apprendere il vero valore del rispetto e della condivisione. Questi punti sono fondamentali per la crescita sana della mente del bambino.

02/02/2019, 16:38

Bilinguismo, linguaggio, prima lingua, seconda lingua, sviluppo,



Bilinguismo-infantile:-quant’è-importante-per-i-bambini-apprendere-un’altra-lingua?


 Apprendere una seconda lingua, permette al bambino di intraprendere un percorso evolutivo logico-cognitivo particolarmente funzionale per il piccolo



Sviluppo, ambiente e condizionamenti

Piaget, un importante psicologo e pedagogista svizzero, fondò le proprie teorie sull’idea che l’intelligenza di ogni bambino è assolutamente individuale, tanto quanto influenzabile da agenti esterni, ambientali e sociali. Ciò significa che a seconda dell’ambiente e degli stimoli che influenzano il suo percorso di vita, il bambino avrà uno sviluppo diverso dall’altro. 
Dunque, questa teoria sta ad indicare che, maggiori saranno gli stimoli e le opportunità di apprendimento concesse al bambino, maggiore sarà il suo sviluppo intellettuale e le sue abilità. Allo stesso modo, sarà influenzata in maniera positiva anche la sua predisposizione a particolari attività e passioni.

Bilinguismo infantile: quant’è importante?

Detto ciò, quant’è importante l’apprendimento di una seconda lingua per il bambino? Iniziare ad approcciarsi ad un’altra lingua permetterà al bambino di percorrere il proprio cammino di sviluppo logico-cognitivo in modo assai più produttivo. Apprendere una seconda lingua aiuterà il piccolo ad affrontare la vita in modo differente, guardando il mondo con occhi differenti. 
Questo accade perché lo studio di una seconda lingua, secondo alcune ricerche scientifiche, rende l’attività cerebrale dei bambini bilingue più elastica ed estesa di quella degli altri
monolingue. La spiegazione di tale evento sta nella differente attivazione della corteccia prefrontale. Questa zona è la parte del cervello usata per dirigere l’attenzione, pensare in maniera flessibile e passare da un’attività all’altra. In parole povere, il bambino sarà in grado di attivare l’attività cerebrale con una spinta cognitiva maggiore.

Bilinguismo: perché non convince tutti?

Di contro, alcuni genitori non sono sicuri di tale percorso per paura di un rallentamento nell’apprendimento linguistico. Questo pensiero, assai condiviso, è vero a metà. I bambini che apprendono sin da piccoli 2 o più lingue possono incorrere in un rallentamento dello sviluppo del linguaggio. Praticamente, questi piccoli poliglotti potrebbero iniziare a parlare più tardi. 
Detta teoria, come anticipato, è vera ma non del tutto. Come per altre situazioni inerenti allo sviluppo, occorre tenere da conto la singolarità del bambino. Dobbiamo, quindi, rispettare i tempi di crescita del piccolo, ricordandoci comunque che tale stimolo può portare solo effetti positivi sulla crescita del bambino.


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